filosofia di vita

Il chiaro dialogo con se stesse per affrontare la realtà

La costruzione di una filosofia di vita

È naturale, arrivate ad una certa età e ad una notevole mole di esperienze, avere costruito una equilibrata filosofia di vita?

Non sono certa di poter di rispondere sì con grande convinzione. Credo piuttosto di seguire il pensiero delle autrici quando affermano che qualunque filosofia di vita è un work in progress, mutevole, effimero e incline a cambiare direzione.

È complicato seguire ciò che si ritiene essere la cosa giusta, ciò che si crede di aver compreso nel corso della vita, perché spesso, i punti fissi che si riconoscono come basi su cui poggiare la propria filosofia, all’improvviso si sgretolano sotto il peso delle circostanze e dei cambiamenti. Allora forse hanno ragione i Rolling Stones quando dicono che non si può ottenere sempre ciò che si vuole, ma che a volte provandoci si ottiene ciò di cui si ha bisogno.

E allora, forse, la vera filosofia sta nell’aprirsi all’imprevedibile e nell’imparare a leggere in ogni situazione un’occasione, pur difendendo le proprie convinzioni e il proprio particolare sistema di valori.

 

La perfezione non esiste

Tutto sta nell’allontanarsi dall’idea che la propria verità sia assoluta e che il proprio scopo nel mondo sia quello di aprire gli occhi di coloro che non vedono la realtà. Le donne non possiedono il dono di operare delle conversioni di massa, solo di vivere la propria vita con la fragilità e la confusione che rappresentano la condizione umana.

La perfezione è una barba. Per il proprio e altrui benessere è fondamentale allontanarsi da questa pretesa assurda. Nessuno ama la perfezione, noiosa, sempre uguale, altezzosa. Se pensiamo alle persone che amiamo, come ricordano le autrici, sono le loro piccole manie, imperfezioni, le stravaganze, l’umanità che ci aprono il cuore. Tutto questo vale anche per sé.

Sono le nostre imperfezioni che ci rendono uniche, questa è la vera filosofia da coltivare, accettare noi stesse, amare se stesse per le nostre lacune, le nostre assurdità, il nostro modo talvolta incomprensibile di affrontare la vita, cercando di migliorare sempre, per cercare il nostro benessere e quello delle persone attorno a noi.

Credo che alla fine ciò che si deve sempre ricordare è che fare tutto da sole non è un punto d’onore. È ammissibile attraversare momenti nei quali si sente il bisogno di qualche forma di assistenza, fosse anche solo per scoprire che tutta la propria bellezza e benessere sta nel riconoscere di essere normali nella propria splendida originalità.